Incontro al tuono vicino

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Una raccolta poetica costruita attorno al motivo dei legami famigliari.
Un viaggio interiore in cinque sequenze, in cui si rincorrono suggestioni che scivolano una nell’altra, affrontando i temi dei rapporti generazionali, della malattia, della frustrazione, della vita coniugale e dell’amore carnale.

Edito da Prospero Editore

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L’identità

In un’altra camera del paradiso
il vecchio interruppe la sua coscienza
quel luogo in cui fino al giorno prima
aveva impostato la destinazione dell’iride
ma tutto sfuggiva di mano
diranno che si è trattato di un calo di pressione
un’indigestione chissà ma noi sappiamo
come agiscono gli angeli
il turbinio delle loro voglie
l’identità è un’invenzione
non è successo niente è un giorno come un altro
ma in quell’attimo tutti fummo vicini al nulla
che d’ora in poi chiameremo
sorriso degli occhi
flebile, involontario e vuoto
l’iride è una cosa seria non si fa
nella pancia della mamma

 

Il giorno una vita

In un solo giorno trascorrono tutte le ore
gli occhi del neonato diventano sempre più grandi
il suo sonno ha palpebre avvolgenti
anche il vecchio si ripara con le palpebre del neonato
la sua pressione arteriosa sale a livelli normali
tutti immaginano la mattina successiva in silenzio
tutti come addormentandosi cullati per finta
in silenzio abbiamo imparato a pensare a noi stessi
e al nostro vecchio che non sembra riuscire a parlare
mentre le ore passano indifferenti
immaginiamo la mattina successiva
la mattina in cui un altro dottore
dirà che non è successo niente
arriverà la mattina dolce come un lampo
quindi arriverà ancora una volta
tutto quel pallore quello spavento
quello stringersi attorno tra familiari
sconosciuti o accettati secondo destino
i parenti su cui continuiamo a soffiare dentro anima
con tutte quelle volte a dirci ce la facciamo

 

Il colore degli occhi

Se il mio isolamento è fatto per cullarti
per poter dire di che colore sono i tuoi occhi
è davvero il momento di farsi forza
perché ho iniziato il corso accelerato
so rigare con una chiave l’intero cielo
accartocciare le stelle e dartele
in mano e le metti in bocca subito
ricordare come si fanno le carezze alla mamma
attraversare senza guardare le sabbie mobili
anche quando il cielo sembra fuoco dal colore
sia dunque l’isolamento oasi di bellezza
questo isolamento sempiterno sempreverde e dolce
e rafforzami dio dei colori degli occhi
dio dell’inferno che hai creato ciò che dentro mi brucia
e per sempre senza fine brucerà
qui e nell’orizzonte del vecchio smarrito
dio del rosso che si affaccia orroroso sul verdeazzurro
sappi che noi ci stiamo estinguendo per colpa del linguaggio
ci sono dei fratelli che non sanno parlare
la mia lingua esausta è così aggrappata
ma ci sono dei fratelli che restano in piedi muti
e attraverso il loro amore posso fare la pace
essere più forte di me confrontarmi con me
essere finalmente solo me
quando nessuna parola sarà pronunciata
né identità né padre né comprensione

 

Incontro al tuono vicino

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© 2020 Giovanni Peli | Foto di Fabiana Zanola e Mario Martinazzi