Articolo del Corriere della Sera su Sette Giorni

Sette Giorni

Articolo del Corriere della Sera su Sette Giorni

Andrea Croxatto firma questa recensione del 22 agosto sul Corriere della Sera, ricordando del concerto di presentazione.

È rimasto uno degli ultimi cantautori bresciani a mantenere lo stile classico, alla vecchia maniera, avvalendosi di un passato e un presente di letterato vero, usando con naturalezza un linguaggio colto senza cadere nella trappola dell’autore-poeta snob incomprensibile all’ascolto. Basta semplicemente saperlo ascoltare. Quando Giovanni Peli scrive canzoni si ha l’impressione che dietro ci sia un lungo e a tratti doloroso lavoro introspettivo, senza fare sconti, soprattutto a se stesso, tanto che la sua ultima recente fatica discografica intitolata “Sette Giorni” regala, oltre ai testi profondi in grado di scavare dentro l’anima, anche una sintesi interessante di varie sonorità. Soprattutto offre uno spaccato artistico maturo di padre felice che dedica perle musicali al figlio: cogliere la vita come un’opportunità, un dono, seppur talvolta minacciata da interrogativi e presentimenti. Tuttavia Peli spazza le paure, anche quelle inconsce, raccontando ogni giorno una storia di metafore, sensazioni e luci naturali che prevalgono sul buio. Giovanni presenterà il disco giovedì 22 agosto alle 20.30 alla Locanda Torricella di Gardone Riviera, in via Al Vittoriale 25, accompagnato da Silvio Uboldi alle tastiere e Michele Zuccarelli alla batteria, Paolo Camisani al Sarod e Angela Angela Kinczly ai cori e clarinetto. Giovanni Peli, cantautore, poeta, bibliotecario, editore e scrittore (vanta 7 raccolte poetiche e il romanzo “Il Candore”, uscito nel 2016) ci parla del cd: “In questo album (produzione artistica curata da Michele Coratella) ho scritto canzoni legate allo scorrere del tempo, la quotidianità di tutti i giorni, in una settimana. C’è la presenza del mio bimbo, soprattutto nella seconda traccia “Martedì. Le ragioni del sole”. Cerco di trovare vitalità con un disco complessivamente solare e con maggiori sonorità pop rispetto ai precedenti, anche se il linguaggio non è di facile impatto, c’è qualche oscurità, qualche piccola polemica: in mezzo a una società complicata e litigiosa, esiste una vita parallela alla ricerca della felicità. Uso uno stile viscerale, che non significa superficiale di pancia, anzi… I miei messaggi sono autentici, perché sono cresciuto come paroliere e autore. Inoltre ci sono similitudini tra il cd e il mio recente libro “Onore a vivi”, dove in quest’ultimo parlo della gravidanza, la vita che sta per nascere e brulica intensamente”.

  1. crox.

 

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