Pubblicazione del nuovo disco

sette giorni

Pubblicazione del nuovo disco

A tre anni di distanza dall’ep Gli altri mai torno con un lavoro discografico che ha una natura più solare: ho descritto una sorta di settimana musicale all’insegna della vitalità, almeno per come la intendo io: non risparmiarsi, andare con coraggio verso il proprio destino di emozioni/riflessioni, incontri/sconti, ricerca di purezza e autenticità, spirito critico… Per questo il titolo è Sette Giorni e per ogni giorno c’è una canzone e un sottotitolo che guida nel susseguirsi di metafore, immagini e contrasti che spesso caratterizzano i testi. Buon ascolto!

retro giustofrontesette giorniSette giorni è il mio quinto lavoro discografico. Stavolta la dimensione poetica si rimpicciolisce e lo scavo interiore viene regolato e razionalizzato dalla banale, ma vitale, scansione settimanale di giorno per giorno. Sette giorni è un viaggio nel tempo in una settimana tipo, piena di eventi, soprattutto emotivi e mentali, ed è una condizione che si può ripetere indefinitamente e può passare indefinitamente nella mente e nel cuore di ogni persona. Perciò attraverso le metafore si parla di amori clandestini di lunedì, vitalità solare di martedì, insofferenze culturali e programmi famigliari di mercoledì, fraintendimenti e mezze bugie di giovedì, impegno civile e rivelazioni religiose di venerdì, trasformazione e eccitazione di sabato, ninne nanne inquietanti che sprofondano nella dolcezza di domenica. La musica di questo disco è impregnata nei suoni e nelle strutture di quello che ho più amato nell’infanzia e nell’adolescenza quando ho scoperto che la musica poteva davvero far parte della mia vita: ci sono riferimenti più o meno nascosti a Sting&Police, Mark Knopfler&Dire Straits, Peter Gabriel ma a anche territori più distanti solo abbozzati (Joni Mitchell, Paul Simon, Queen, Bob Marley e altri). E ancora maestri italiani (Bertoli, Fossati, De Gregori, Battisti). Non mancano strizzate d’occhio a recenti gruppi (The National, War on drugs). Diciamo che ho fatto la pace a modo mio con l’idea di revival contemporaneo, con cui non avevo finora fatto i conti. Restano abbastanza distanti le esperienze contemporanee italiane e il mondo pop, poiché mi interessa ancora la cosiddetta canzone d’autore, forse demodé ma di certo autentica.

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© 2019 Giovanni Peli | Foto di Fabiana Zanola e Mario Martinazzi