Passi fluttuanti

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Passi fluttuanti

Martedì 5 luglio alle ore 20.45
Giovanni curerà una lettura alla Biblioteca Comunale di Zone
con la voce di Silvia Napoletano e la tromba di Ettore Ferronato.
Ispirato al grande evento di land art
The floating piers di Christo che collegherà la sponda bresciana del lago d’Iseo a Montisola

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PASSI FLUTTUANTI
DA ERODOTO A CALVINO. IL TEMA DEL PONTE NELLA LETTERATURA

Lettura musicale con Silvia Napoletano
Ettore Ferronato alla tromba
Giovanni Peli: voce, strumenti, selezione testi

Testi tratti da Erodoto, Cesare, Chrétien de Troyes, Andric, Verga, Pascoli, Calvino e altri…

È raro che un’espressione come “da sempre” si possa adattare davvero a qualcosa, ma quando parliamo del “ponte”, quest’espressione pare possa calzare. Come la scoperta del fuoco e l’invenzione della ruota, la costruzione di un ponte unisce il lavoro manuale e quello ingegneristico a varie necessità pratiche legate allo scambio e all’incontro (o allo scontro) tra persone; è quindi foriero di una mobilitazione culturale, sia essa pacifica o violenta, minima o di grande portata. Non solo: porta con sé, necessariamente, un mondo di significati traslati. Infatti nella letteratura, dalla poesia alla psicologia alla storia alla letteratura scientifica, il “ponte” è ricorrente, con tutto il suo carico di messaggi che appunto “attraversano” un complesso immaginario. In questa lettura, collegando anche musica e letteratura, proporremo varie immagini e “funzioni” del ponte, che diviene simbolo, (e noi lo vogliamo, oggi più che mai) di un contatto fruttuoso fra le persone e le culture; queste immagini sono tra loro collegate, continuamente, con ponti metaforici su cui le nostre voci camminano, con passi ora incerti ora decisi, fluttuanti sull’acqua. Oggi un artista geniale ha collegato Monte Isola alla sponda bresciana del lago d’Iseo. Non vi è in ciò una necessità pratica “reale”, perché questi due luoghi sono già altrimenti collegati. Esiste però un bisogno estetico, e dall’idea scaturisce una grandiosa opera d’arte che ci fa riflettere. E proprio perché si tratta di qualcosa di vicino a noi, al limite della banalità, ci pare che quest’atto estetico e certo spettacolare, il ponte galleggiante, ci risvegli una riflessione, forse sopita, che arriva in forma di alcune domande: non sono in realtà effimeri i ponti (veri, metaforici o virtuali) che collegano (sentimentalmente) persone vicine, amiche, o addirittura che vivono e lavorano insieme? Non sono sempre, tali ponti, da restaurare, rinforzare o anche ricostruire? C’è sempre un ponte (reale, immaginato, provvisorio, fluttuante, galleggiante…) che ci dà (o potrebbe darci) nuove possibilità di scambio e di vita insieme.

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© 2018 Giovanni Peli | Foto di Fabiana Zanola