Distanza, Sterminate, Specie di spazi.

1481184_10202347203459988_1508722407_n

Distanza, Sterminate, Specie di spazi.

Settimana intensa da un punto di vista musicale. Dopo aver deciso con Stefano Castagna che Specie di spazi sarà il mio prossimo EP ufficiale, digitale, che verrà, non appena terminato, pubblicato on-line, ho affidato a Silvio Uboldi la preproduzione di un nuovissimo pezzo dal titolo Sterminate, il cui testo è tratto da una poesia contro la guerra che scrissi pochi mesi fa per il blog del l’Unità Fonti coperte, gestito da un bravissimo poeta e scrittore che ho avuto la fortuna di conoscere anni fa per un altro progetto di poesia civile, Calpestare l’oblio, parlo di Davide Nota.  L’incontro con Silvio è stato molto stimolante e sicuramente Sterminate entrerà a far parte dell’EP insieme a Berlino, già proposta autonomamente, insieme al remix di Accorgetevi di cui ho già parlato qui, e insieme ad un altro pezzo di cui sono felicissimo: Distanza. Scritto nell’estate 2013, apparentemente molto semplice, Distanza è stato dapprima arrangiato da Alessandro Petrol Pedretti (abilissimo polistrumentista che ne ha immediatamente colto le potenzialità e ha fatto un notevole lavoro) poi ha subito alcuni cambiamenti nati dalla successiva interpretazione mia e di Stefano, con cui ho pensato ad una forma più adatta all’atmosfera inusitata e sfuggente del pezzo, un’atmosfera scura ma allo stesso tempo distesa e incline ad una sorta di “speranza coloristica”. Del resto il testo parla di una nuova, serena, presa di coscienza interiore, della consapevolezza di avere un posto nel mondo e dell’equilibrio di una vita affettiva, superate mille, banalmente uniche, difficoltà. L’unione di queste tre interpretazioni, potenziate dalla produzione artistica dello stesso Castagna ha portato ad un pregevole risultato. Ora si comincia a ragionare per il video, la foto di Fabiana Zanola è già stata scelta… Questo il testo:

Essere da un’altra parte

è sempre un’ottima soluzione

sotto un sole che sbreccia e sferraglia

cammino e ti credo con me.

Ho portato un mazzo di fiori

immaginando guerra e sangue

ho un rifugio di bellezza soltant0.

Ti raggiungo in una distanza apparente

mi sento nobile e puro

ho messo due gocce di profumo:

Essere da un’altra parte

facilita più di una felicità.

La gente si scanna per un palco

per due minuti di notorietà,

un sorriso al  tramonto mi sbarra

capisco qual’è il posto per me:

Sotto un sole che sbreccia e sferraglia

con i fiori in mano e una possibilità.

 

1481184_10202347203459988_1508722407_n

Cerca nel sito

ó
© 2023 Giovanni Peli | Foto di Mario Martinazzi