Giovanni Peli, “il passato che non resta” (raccolta di poesie, 2012)

Il passato che non resta

Giovanni Peli, “il passato che non resta” (raccolta di poesie, 2012)

Recensione pubblicata su blogdiout.wordpress.com il 19 febbraio 2013, a cura di Franciscus.

Confido incautamente all’Autore che il libro è labirintico. Il poeta, letta la mia frase sullo schermo, avrà strabuzzato gli occhi e forse sorriso, chissà. Di sicuro avrà pensato che il suo sforzo di condensare versi e parole musicanti ha incontrato il muro di gomma di un recensore ottuso.
Eppure il libro fila semplice, tenuto saldamente da un filo sicuro, la recherche di ciò che non può essere ritrovato, il tempo del passato vissuto come un fugace scintillio di forme che passano senza possibilità di fissarle, a meno che di non accontentarsi di ritratti dai colori falbi o ingrigiti.(Le tavolate col vino, e tante storie da raccontarsi/ davanti a quelle sei corde vigliacche (…)/ trovare nella memoria la parola da ridere/ quando il giorno dopo non sarai più lo stesso – “Zichi-pachi zichi-pu”). La semplicità del poeta confonde il lettore e lo costringe ad addentrarsi nel labirinto.

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