unirsi alle macchine

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Un nuovo brano di Giovanni, stavolta usa una Fender Stratocaster LX anniversario anziché la sua celeberrima Gibson Les Paul Standard del 1992.

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Ora cominciando a vibrare l’apparato fonatorio io voglio utilizzarlo con te il mio superudito poi ti metto nel computer quando sussurri pensando che stai gridando e allora fino alla fine capirò tutte le parole che non riesci a dire e che per pigrizia non pensi nemmeno e vuoi che facciamo tutto noi al di fuori del presente gonfiando e avanzando il petto vibra il mio corpo finalmente controllabile come quello di tutti finalmente non più figlio e non più padre a modo mio piglierò coraggio nel canto inconsueto e attraverso il coccolare delle maglie cibernetiche e i sensi redivivi artificiali riorganizzo il sistema linguistico e il messaggio arriverà come un canto a ogni destinatario utile ora approfondire come il flusso respiratorio silenzioso e automatico possa venire trasformato dalla volontà in un suono vocale sabbioso luminoso o di caverna basta correlare le funzioni respiratorie e vibratorie in modo incoerente dopodiché per comprendere come questa coerenza sia portatrice di verità è consigliabile appenderla sopra in alto sulle mensole in alto per raggiungere le quali può aiutare un balzo in cielo o spararsi col cannone e sviscerando il mio fuoco appiccato dentro la voce che così si espande dalla miccia all’universo come la storia dell’umanità e nell’ombra e insieme al suono viene trasformato dalla volontà in volontà fuoriesce la soffiata verità dove nessuno compra nessuno e il messaggio arriverà come un canto dove nessuno compra nessuno e il messaggio arriverà come un canto

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© 2021 Giovanni Peli | Foto di Fabiana Zanola e Mario Martinazzi