Fiori

Fiori

L'album

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Giorgio non crede più di essere libero e sta meglio. Fa le sue otto ore e poi si regola il tempo che gli rimane, spera che ci sia il sole perché gli riesce più facile far ridere suo figlio. Quando fuori piove accende tutte le luci dell’appartamento, cosa che fa arrabbiare Katia, quando anche lei torna stanca, ma nessuno dei due vuole recitare lo stesso copione tanto spesso. E’ meglio non pensare a nulla e non reagire, sarebbe bello condividere anche il nulla, serenamente, avere dei libri da non aprire, dei paesaggi da non guardare, suoni da sentire e risentire sempre con la stessa lieta indifferenza. Quanto tempo ci hanno rubato in passato? Loro, sì, loro, i datori di lavoro, gli stronzi, gli insegnanti, i genitori, i medici, gli amici perduti… troppo tempo, ora, quello, lo sappiamo, ce l’abbiamo finché viviamo, è solo nostro. Non vale la pena alzare la voce, siamo solo un po’ distratti, passerà anche questo, cambieremo in meglio dolcemente. Giorgio continua a pensare ancora qualche secondo, poi dorme ad occhi aperti, con in mano il suo bel nulla da regalare in una carezza a Katia. Un giorno saranno tutti e due nello stesso nulla, nello stesso sorriso, danzeranno nella stessa testa, sì, come immaginare insieme, essere ipnotizzati insieme, essere al cinema, e senza popcorn!
Il bambino danza davvero, su un fraseggio ripetitivo conosciuto soltanto dai merli che fanno ridicole e virtuosistiche variazioni, e noi impariamo a dimenticare.

Fiori

Non ricorderai più
quel fiore sul letto
era il mio braccio ogni petalo
confuso nel polline.

Tanto amore quanto mordace il sorriso
ma tu sei viva nella noia e col dolore
non c’è paragone

Perché impiegare il tempo
non è sempre facile
così per cinque euro all’ora
delego l’onere
e decidono loro

Ci credo troppo adesso
a ciò che dico ai bambini
che il diverso non è brutto
è solo speciale è solo un dio.

Tanto amore quanto un desiderio sbiadito.

Per questo è senza peso
il dialogo tra di noi
l’incontro di due labbra e due idee
non avrà seguito
ed è malato il futuro.

Bacia ogni petalo ancora
ma non ritornerò
tra le righe non c’è nulla da dire
e nient’altro nell’aria
da aggiungere al vuoto.

 

Testo e musica di Giovanni Peli

Arrangiamento di Giovanni Peli e Silvio Uboldi

Produzione artistica: Stefano Castagna

Giovanni Peli: voce, chitarra elettrica, basso
Silvio Uboldi: sinth e programmazioni

  • Ritmo&Blu
  • 2014
  • Fiori

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© 2018 Giovanni Peli | Foto di Fabiana Zanola