Berlino

Berlino

L'album

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La ricerca dello spazio può durare tutta la vita, oppure può durare pochi minuti, purché in essi sia sintetizzato tutto il dolore, tutto il calore di una giornata africana, tutta l’insensatezza delle disuguaglianze. I miei giorni sono il contrasto netto tra un mondo che guardavo non visto, che riesce a realizzarsi e ad essere cantato, un mondo dolce e sensato, da un lato, e dall’altro la disgraziata possibilità che solo il nulla mi propone, quella sensazione che tutto nullifica, quella inaspettata risata di fronte all’insensatezza di qualsiasi atto, l’inspiegabilità del mio stesso corpo di fronte alla morte. E così il contrasto è tangibile in ogni incontro tra gli uomini, un contrasto che spesso non porta a nulla, o, nella migliore delle ipotesi, alimenta l’assuefazione ad una vita omologata, creata in vitro dal consumismo, che ci vuole tesi ed aggressivi in un circolo vizioso di produzione e consumo. Nei suoi effetti ridicoli, il mondo odierno non ammette la differenza, sempre vista con sospetto, gli esiti artistici sono confusi con la pedanteria, tutto deve essere già visto e conosciuto e la creatività non è più un valore. Si odia l’unicità e la differenza, si ama invece la disuguaglianza. La vita reale, univoca, ignora il nulla e la morte, basta a se stessa, ma gli uomini non sono come gli animali, vivi: senza il pensiero della morte e la comprensione del nulla sono incompleti.

 

Berlino

Non ti perdonerò mai
io almeno ho avuto il coraggio di sognare Berlino
perché finito il lavoro
potevo solo vomitare e partire.
Qui dove sbocciano ancora i limoni
i nostri figli non possono nascere.
Da tempo i ricchi marchiano a fuoco i marciapiedi…
lo vedi, tu, quanto è vecchio
questo pensiero;
presto qualcosa sembrerà poter cambiare
ma nessuno
sarà mai libero dal sopraffare
nessuno sarà mai liberato
dalla logica, dalla causa e dall’effetto.
Da ciò che è stato già cantato.
Tu sei la vita più dolce
che guardavo non visto,
il vento in faccia.
Come è fredda la casa senza te
come è difficile il controllo
senza poterti perdonare.
Sei come un amico tradito
sepolto dagli anni.
Io collego solo gli eventi
per un vizio di forma,
per un cuore deformato.
Eh sì, non c’è più spazio per cantare l’amore
ora si canta l’urgenza
la separazione
la differenza.
Tu sei la vita più dolce
che guardavo non visto,
il vento in faccia.

 

Testo, musica, voce: Giovanni Peli

Arrangiamento e programmazioni: Daniele Bisi e Giovanni Peli
Chitarra elettrica: Nicola Panteghini

Mixato presso lo studio Ritmo&Blu di Pozzolengo (BS)
Produzione artistica di Stefano Castagna

Immagine di Fabiana Zanola

Video di Mario Martinazzi

Ritmo&Blu edizioni musicali

  • Ritmo&Blu
  • 2013

  • Berlino

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© 2018 Giovanni Peli | Foto di Fabiana Zanola