Icaro

Icaro

L'album

Crediti


Demo-concept scritto, eseguito e prodotto da Giovanni Peli nel 2003

ICARO PRIMO

Impronte, impronte fino all’orlo della neve
Ci rimangono un buco ed un petardo
Addosso come una seconda pelle
Rotta se neanche una camera è
Occupata e si riempie tutto di bianco.

Proprio come Icaro:
gioia nell’aria.
Avessi visto la cera che c’era!
Non fare in tempo a dire “bif”
a dire a dire a dire “Icaro”.
Ti stavo per chiamare
stavo per essere un dio
ma con le ali,
ma son di cera
ed amarti non basta.
Proprio come Icaro:
gioia nell’aria.

 

ICARO SECONDO

Icaro lo sapeva già
lo sapeva già
nella notte nessuno è sicuro
ma non vedi che non c’è nessuno
anche se esci cosa credi
che ti aspettino?
che girino i pollici piangendo?
avranno i labirinti un bel giorno
se il marciapiede è uno squarcio nel bianco
Icaro sa che giocava a pallone
e se scartava la neve aspettava
avranno i labirinti un bel giorno.

 

ICARO TERZO

Le ali son posticce
ma ci raggiunge.
Le ali son posticce
ma ci ragginuge.
L’abbiamo già superata!
Icaro se la spassa con i pesci te lo dico io
che son poeta cieco e non sa di essere dio
Ma glu-glu
Tu dici che è bello come se fosse un’arte
in questo labrinto dove ci perdiamo
e lo facciamo lo stesso.
Glu-glu
In fondo al mare cammina e ride
le ali spennacchiate
i pesci curiosi.

 

ICARO QUARTO

Il nostro inaspettato silenzio
vedono i mostri alle finestre e fiamme
e Dedalo giù in basso che gridava
quanta acqua quanta acqua
sugli scogli non si infrange.
Pena dolce pena
costruirci l’altare mica
la foto dell’ex sfocata che
può essere chiunque.
Hai sentito di Icaro niente meno ma
chi sei che vuoi chi ti conosce che
che m’importa se
mi mangiano vivo.
Sul filo dell’acqua un segnale bianco
non sapete che cosa vi perdete
lui ci ride dietro a noi che siam liberi.
Bianco.
Qualcuno è
qualcuno è tutto bagnato
per strada
ma non come Icaro
niente pesci amici
né dolci giochi
che aspre pareti ci stanno
e che voglia di tornare qui.

 

ICARO QUINTO

Il mostro è solo un puntino.

Cosa vuoi di più ?

Letti o labirinti
la differenza
non è più evidente.

Letti o labirinti.

 

ICARO SESTO

Padre sento che qualcuno è qui dentro
si accanisce con le briciole sente
prima del tempo senti i soffi e i grilli ?
Si cambiano i negozi e le frittate
qui nel labirinto come gli amori
si succedono s’innestano. Dicono.
Dicono che è risorto
che non è mai caduto
Dove mi porti ?
Chi sei ?
Questo conto che non torna
lo tengano pure i poeti
l’idea di un amante cieca
un verso ogni spettro ogni scampato.
Con calma con calma pena dolce pena
ho sentito mostri e rantoli
che dici Icaro.
Se dicono che ogni nove anni uccidono
innocenti e le parole si inseguono ?
Buona fa digerire il Minotauro addirittura
la rabbia di dio si dimentica si asiuga col cleenex.
Io lo ritengo del tutto possibile
ad avere le ali c’è chi è cascato.

Potevano essere più di duecento.

Per quelli che stanno ancora qui
e chissà quanti ancora si son persi !
A scadenza regolare c’è chi
sta lì a papparsi qualcosa o qualcuno:
labirinto o morte !
Questo conto che non torna.
Evacuato il palazzo tiro le biglie.
Chi altri perderebbe mai l’occasione o dimenticherebbe ?
Qualcuno ha telefonato
ed ha messo giù per terra
che notizie
chi piange.
Questo conto che non torna.
Qui si rischia la pelle.

 

ICARO SETTIMO

Nell’attesa della nostra venuta
l’altare per Icaro-cibo-e-luce.

Si è dimenticato le ali sleali
sorpresa schianto spanciata.

Non sembra vero tornare dal gatto
lode a te Icaro santo in fin dei conti
cibo d’eroi.

Perdermi i piedi ancora nella neve
che cade a pezzi e non si scioglie più.

La neve che ormai non aspetti più
quella a bruciapelo a scatti a zig zag:
niente mi basta e mi mordo la lingua.

Oh mio bel labirinto e m’innamoro
di neve persa
oh Dedalo che hai perso.

Icaro primo
Icaro secondo
Icaro terzo
Icaro quarto
Icaro quinto
Icaro sesto
  • Autoprodotto
  • 2003

  • Icaro primo
    Icaro secondo
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    Icaro quinto
    Icaro sesto
    Icaro settimo

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